Le liste di proscrizione di Orwell e l’ennesimo compleanno di merda

No, lo dico perchè la gente generalmente pensa che 1984 sia un romanzo impareggiabile, e ignora che il santosubito George Orwell, mentre si dilettava a scrivere Minculpop, tenesse un taccuino su cui appuntava (ma non perchè volesse denunciarli ai servizi segreti britannici, per carità, era solo un hobby che usava per tenere allenata la mente) i nomi dei vips e dei personaggi pubblici dell’epoca che a suo parere erano pericolosi simpatizzanti comunisti. Sì, proprio lui, quello che ce l’aveva a morte col Grande Fratello (o meglio, col Piccolo Padre). Ma siccome, per l’appunto, è stato uno dei critici più accaniti del Mostro Sovietico Mangiabambini, allora è giusto che queste quisquilie non si sappiano troppo in giro, perchè potrebbero intaccare la sua reputazione di difensore della democretinocrazia (per dirne una, guardacaso, la voce di Uichipèdia che tratta l’argomento non è mai stata tradotta in lingua italiana, ma tu guarda davèro che combinazione oh!).
Certo è che, con la cifra misera che ho raccolto quest’anno alla sempre deprecabile festa di compleanno in famiglia, con nonne scassaminchia in cerca di particolari da criticare e madri nevrotiche ossessionate dal mise-en-place, non riuscirò sicuramente a sostituire il mio defunto pc con un ultrabook, visto che i miei risparmi sto cercando di tenerli da conto per quando non avrò più di che vivere.

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10 thoughts on “Le liste di proscrizione di Orwell e l’ennesimo compleanno di merda

  1. Orwell, copia da NOI di Zamjatin (che conosceva molto bene per averlo tradotto in inglese), scritto nel 1920, uno scrittore russo simbolista morto in miseria, nella migliore tradizione, verso la metà degli anni ’30 a Parigi.
    Si sa che la fortuna di molti mediocri, o scarsi del passato secolo
    è dovuta unicamente alla loro conversione al liberalesimo accompagnata dall’anticomunismo.
    Per il resto non posso far altro che aborrire la tirchieria della parentela, augurandoti tempi migliori.

    • Hai ragione, avevo dimenticato di menzionare anche quest’altro particolare insignificante, cioè che lo stesso romanzo era già stato scritto trent’anni prima, ed era pervenuto ad Orwell proprio tre anni prima della pubblicazione di 1984, maguardaunpó le strane coincidenze della vita.
      Ma tanto prima o poi me lo compro, un compiùter come dico io.

  2. Orwell è il classico autore per quelli che fanno i fighi che hanno capito come va il mondo e invece…non hanno capito una favazza!
    Ottimo per citazioni buttate li a sproposito e niente di piu.
    Via, stroncato un altro intoccabile.

    • quando penso che sui blog non si è più voluto scommettere un centesimo, mi viene sempre una tristezza incredibile.
      prima di scrivere questo post ho voluto, per curiosità, dare un’occhiata nel uèb per vedere se esistesse un qualunque articolo che non esaltasse orwell come il più lungimirante genio del secolo scorso, e non sono riuscita a trovarne uno e dico UNO, comprese le ricerche fatte in inglese, eh. con questo residuato bellico di blog già sono saltate fuori due opinioni, oltre alla mia, diverse da tutto quello che è reperibile oggi su gùgle.

    • e comunque quel 1984 lì è uno dei due unici libri che in vita mia non sono riuscita a finire di leggere, e il primo era la bibbia.
      altro che i bbìtols, orwell sì che è riuscito a fare meglio di gesù.

  3. Eh la bibbia è tanta roba, è ancora più pesa del Signore degli Anelli.
    Se ti interessa la nostra opinione sulla mediocrità di orwell che, lo voglio riridire,, deve le sue fortune alla sua conversione repentina al liberalesimo, è suffragata da un mio conoscente illustre professore di letteratura inglese proveniente da un’università delle lontane americhe. ,

  4. Personalmente me ne frega poco di Orwell persona, io ho trovato 1984 uno splendido libro che ha dipinto una scenario allucinante che purtroppo per molti versi si ripropone anche nei paesi moderni. Che poi lui stesso predicasse bene e razzolasse male, è accidentale. Non mi interessa discutere di lui, preferisco discutere di come il potere sia in grado di alterare la realtà alterano il linguaggio, per esempio, cosa che quotidianamente avviene nella nostra civilissima Europa.
    Orwell in questo è stato maestro, non conoscendo però il suo operato non mi esprimo.
    Tuttavia faccio notare, da libertario, che esiste un diritto di parola ma non esiste un diritto di non esser ascoltato o di non esser criticato. Pertanto che Orwell avesse le sue simpatie e le sue convinzioni su singoli personaggi non mi scandalizza; lo farebbe invece se su quelle liste avesse proposto una legge per discriminare tali persone.

    • Ma sai, io ho sempre pensato che le belle parole, se seguite da fatti che stridono con esse, perdano del tutto di significato. Altrimenti direi che madre teresa era una grande anche se predicava la sofferenza ai poveracci mentre lei si faceva curare nei migliori ospedali dell’occidente. Non mi piace prendere lezioni dagli ipocriti, e orwell è uno di questi.
      Che poi nel libro possano esserci stati degli spunti di riflessione è un’altra storia, che ho intenzione di approfondire leggendo il romanzo “originale” di zamjatin.

      • Mica si tratta di farsi dare lezioni 🙂 Orwell ha scritto un romanzo distopico notevole, perché l’abbia fatto è irrilevante. Il messaggio del romanzo è “attenzione ai regimi, possono usare molti strumenti per rendervi schiavi”, ed è innegabile, molti di quei mezzi sono usati nella nostra civilissima democrazia.
        Poi sta a te vederla come una lezione o come uno spunto!

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