Modestamente.

(da Una splendida festa di morte)

Eeeh, l’estate è passata, l’inverno è alle porte (cantavano i Nomadi), ed è giusto che anche io, come tutti i bloggherz molto fighi che si rispettino, mi appresti a fare il consuntivo delle mie vacanze.
Dunque, non per fare l’intellettuale a tutti costi ma sotto l’ombrellone ho letto Il Capitale di Marx, l’opera omnia di Friederich Nietzsche e Lev Tolstoj, una ventina di romanzi di fantascienza molto impegnativi tra cui la Bibbia, il De rerum natura (in latino naturalmente), il De vulgari eloquentia (in finlandese ovviamente), quattro trattati di fisica quantistica di Richard Feynman e un paio di pubblicazioni di teoria dei numeri di un noto luminare di Lucca che insegnava a Basilea (che pare sia figlio dell’allenatore della Roma). Ah e tutto il dizionario della lingua italiana dell’UTET (ventuno volumi cm 30×55 di pagine millecento più altri sette analoghi volumi su argomenti inerenti alla lingua italiana). E sono stata al mare cinque volte.
No, lo dico perché non si pensi che quando vado al mare io mi limiti soltanto a prendere il sole o a leggere Topolino, eh. E sappiate che nei commenti che scriverete pretendo che mi facciate un sacco di complimenti del tipo che nemmeno d’estate il mio bisogno di sapere va in vacanza e altre amenità del genere.
E adesso scrivete pure considerazioni lusinghiere e celebrative nei confronti della mia persona.

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