Appunti di cinema

(da M’importa nasega)

Allora, questa piccola riflessione mi è sorta spontanea proprio ieri sera mentre, facendo zapping, io e il mio consorte ad honorem si guardava “300“. Devo ammettere di non essere giunta a questa riflessione in seguito alla prima visione del film, essendo rimasta meravigliata dalla grafica e dagli effetti speciali del lungometraggio.
Dunque, facciamo un attimo il punto della situazione: Leonida è il re di una società nazista ante-litteram in cui i soggetti non conformi alle normative di Sparta vengono gettati da una rupe alla nascita. Lui raduna i suoi trecento migliori guerrieri, tutti strafighi a parte quello che sembra il cantante dei Vincisgrassi, per contrastare Serse che chiede la sottomissione del suo popolo. Serse è a capo di uno sterminato esercito multietnico, tra l’altro pieno di freaks, animali che manco nel Signore degli Anelli, e fenomeni da baraccone e da baldraccone, e lui stesso, secondo l’attendibile fonte di Frank Miller, era un trans. Inoltre è estremamente buono e magnanimo, tanto che consente a Efialte, lo spartano deforme traditore della sua patria (giustamente, dico io), di combattere tra le fila del suo esercito di mongoli indiani arabiani afganistani diversamente abili e diversamente sessuali, cosa che Leonida non aveva potuto accettare perchè nelle sue schiere non c’era posto per gente che facesse sfigurare i loro addominali perfettamente scolpiti su torsi depilati e tirati a lucido come la dentiera di Berluscone. Serse promette anche agli Spartani che li avrebbe dotati di molteplici ricchezze, oltre al mantenimento delle loro terre, se solo avessero accettato di inginocchiarsi a lui quale eccelso dio-imperatore di tutto il mondo, tanto era buono e magnanimo costui (o costei).
Ora io mi chiedo: il regista del film si aspettava per caso che gli spettatori si facessero coinvolgere dalla retorica di sogni di gloria e di ferrea disciplina di Leonida? Che approvassero il credo spartano e fascista del self-made man che avanza verso la morte come un automa senza pensare a nulla se non che «gli spartani non si ritirano mai»? Lo stesso credo di colui che mangia tanto a colazione perchè sa che cenerà nell’Ade? No, perchè, da come è stata sviluppata la trama del film, pare proprio di sì.
Io, lo dico francamente dopo questa seconda e più consapevole visione del film, mi sarei inginocchiata senza esitazioni dinnanzi al dio supremo dell’omosessualità Serse e avrei inneggiato a lui ricoprendolo di laudi e canti che alludevano alla sua grandezza e alla sua magnanimità, dopo aver pasteggiato con la carne dei miei compagni spartani e brindato allegramente tra i fumi dell’alcol alla loro discesa negli inferi. E probabilmente avrei anche ruttato alla faccia loro, alla fine.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...