Supposte di Storia – La Sinistra italiana

(da M’importa nasega)

Un tempo si chiamava Partito Comunista Italiano: era il più importante partito comunista d’Europa e per tutti gli anni ’60-’70 fu l’eterna seconda forza politica in Italia. Successivamente, durante la parabola discendente della guerra fredda negli anni ’80, il leader compagno Berlinguer, sentita puzza di benessere, diede scandalo del partito prendendo le distanze dall’influenza sovietica e puntando su una visione più europeista e occidentale, segnando così una svolta decisiva per la sinistra italiana.In seguito alla riformulazione della sigla, nonchè dell’impostazione ideologica ripulita e tirata a lucido, nel 1991 il PCI diventa il “Partito Democratico della Sinistra”, mentre da una costola del cadavere nasce il Partito della Risfondazione Comunista, al cui interno si muovevano ancora tendenze filosovietiche.
Siamo nel 1998: durante una crisi di governo causata dal PRC, il vecchio Arnaldo Cossutta (che era stato uno dei fondatori storici del PRC) e alcuni dei suoi creano, sempre dal PRC, un nuovo partito di stampo comunista ma che, al contrario del PRC, va a far parte della sinistra cosiddetta “moderata” all’interno del movimento dell’Ulivo: nasce così il Partito Dei Comunisti Italiani. Lo stesso Cossutta, dopo aver tentato di piazzare la sua cossuttiana rampolla da qualche parte, verrà presto trombato da due burocrati del partito da lui stesso fondato, Emanuele Diliberto e Jessica Rizzo, e uscirà di scena. Il PRC passa così definitivamente nelle mani di Bertinotti, che Cossutta aveva voluto al suo fianco come vicesegretario, e così da radicale diventerà semplicemente radical nonchè partito guida del rebeldismo da parrucche rasta e conto in banca milionario.
Nel 2002, con la crescente mitizzazione del sindacalista Sergio Cofferati, si paventò addirittura l’idea della creazione di un ulteriore soggetto politico che fosse un po’ più a sinistra dell’allora corrente principale del PDS ma un po’ meno a sinistra dei Comunisti Italiani, un po’ più in basso del Kilimangiaro ma non troppo vicino al livello del mare, il quale avrebbe dovuto chiamarsi “Aprile” o qualcosa del genere. Fortunatamente per noi, il progetto fu accantonato. Nel frattempo il PDS si era trasformato in DS (Democratici di Staminchia) perché si sa, parlare di “partiti” fa molto veterocomunista, e invece loro ormai erano diventati gggiovani e moderni e quindi non avevano più bisogno di appellativi polverosi e antiquati come quelli lì.
Arriviamo ai nostri giorni, nell’aprile 2008: dopo innumerevoli episodi a partire dagli anni ’90, in cui i nostri eroi si sono dovuti piegare al cinico Decreto Legislativo del Menga, la Margherita (il partito, non i supermercati), che da sempre aveva costituito il rifugium peccatorum per tutti gli ex-democristiani ed ex-socialisti della Seconda Repubblica con tendenze “riformiste”, e i Nintendo DS, i quali insieme ai primi erano il partito con più consenso popolare del centro-sinistra, decidono di creare un soggetto politico unico che fosse in grado di contrastare Abberlusconi e contempoaneamente di fare a meno dei rompicoglioni per eccellenza, ossia rifondaroli e compagnia cantante: il nuovo fan-club si chiamerà Partito Democratico – optando per un taglio più statunitense e passando così definitivamente al lato oscuro della forza. Nel frattempo, la parodia fumettistica di Adolf Hitler, Fabio Mussi, si stacca dai DS e fonda il partito pronosticato da Cosferatu sei anni addietro, chiamandolo però Sinistra Democratica (dimostrando un’incredibile fantasia), il quale si schiera al fianco di Verdi, Comunisti Italiani e Risfondazione Comunista in un’alleanza dal nome kubrickiano, la Sinistra Arcobaleno (che però, per colpa del destino cinico e baro, non passerà le selezioni alle urne e se ne tornerà a casa).
Morale della favola: dopo tante peripezie, dopo tante prediche a favore del “voto utile”, dopo le primarie per la scelta di una leadership in grado di fronteggiare Abberlusconi (e qui penso con una lacrima a quei tre euro buttati via dai restanti componenti della mia famiglia che avrei potuto usare come finanziamento per la mia personale campagna a favore del fumo), dopo che il problema più pressante sembrava risolto grazie ad una soglia di sbarramento del 4% per i tutti i partiti, ebbene, dopo tutto questo, quel gran cazzaro del leader del PD nonchè del fantomatico “governo ombra” s’è dimesso. Per quali motivi non voglio nemmeno scriverlo; nel frattempo il primo stronzo che aveva sgomitato per diventare l’erede al trono è stato subito eletto.
Ha da tornà Baffò.

PS. Come ricordatomi giustamente da Messier, dall’ultima costola rimasta (si spera) di Risfondazione Comunista, è nato il mitico partito di Niki Vendola, del quale non conosco, ahimè, nemmeno il nome.
Hanno detto di Vendola: «Io non lo voto, però parla molto bene». (Una madre)

Ripeto: ha da tornà Baffò.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...