Consiglio utile #2: musica ricercata

(da M’importa nasega)

Forse non tutti gli attuali lettori di questo blog sanno che più di un anno fa aprii una rubrica dedicata ai consigli utili. Ebbene, dopo una lunga meditazione, sono fiera di annunciare il capitolo numero due: i miei consigli musicali.
Spegnete lo stereo. Toglietevi gli auricolari e gettate alle ortiche i file che avete scaricato illegalmente per il vostro lettore mp3. Fate un falò con i vostri cd/lp/ep/musicassette (se ancora ne avete): sto per parlarvi di un giovanissimo talento appena sbocciato che potrebbe essere definito “l’Allevi del 2000”.
Piirlo Dimitri Carciofinskij nasce a Sguruynzyky, un freddo paesino sperduto sugli Urali, nel 1986. Suo padre Josefo, di origini ebraiche, era un pianista che riscosse un grande successo nei primi anni ’70 con la sua swing band, incidendo un disco dal titolo “La febbre del venerdì sera”, molto apprezzato dall’allora pubblico sovietico.
Piirlo cresce sentendosi minacciato dal fantasma del successo del padre, una montagna secondo lui troppo alta da scalare. Nel 1992, all’età di soli sei anni, entra al conservatorio di Mosca, da cui uscirà solo dieci anni dopo per non essere riuscito a trovare l’uscita. In questi dieci anni, Piirlo consegue il diploma di pianoforte con il massimo dei voti e, tornato a casa, sull’onda dell’amore per la musica classica, comincia a comporre, comporre, comporre, finchè i suoi genitori, subissati, non gli pagano un viaggio di sola andata per New York, dove, entrando alla Juilliard, si stabilirà e proseguirà la sua carriera musicale, debuttando con il primo di una lunga serie di concerti da solista.
Dare una definizione della musica di Piirlo Carciofinskij è pressochè impossibile: questo talentuoso giovane sperimenta, innova, va oltre. Più eclettico di Einojuhani Rautavaara, più contaminatore di Nicolaj Kapustin, Carciofinskij stupisce e delizia con le sue originali composizioni, molto vicine agli “happening” di poppartiana memoria, e con la sua personalissima e commovente interpretazione. Il suo tocco delicato e allo stesso tempo esperto, la sua magistrale naturalezza lasciano l’ascoltatore senza fiato.
Perciò, poichè voglio condividere con voi «le sensazioni da cui mi lascio trascinare ogni volta che ascolto le sue note», ho inserito un video in cui interpreta una delle sue ultime composizioni, intitolata “L’infarto”. Guardate l’espressività, il dolore e la sofferenza dipinti sul suo volto. Guardate, ma soprattutto ascoltate. A star is born.

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