Un uomo chiamato cazzaro

(da M’importa nasega)

Ebbene sì, oggi ho trovato la spinta per riprendere in mano la tastiera. L’ho trovata in un’intervista a Max Biaggi apparsa nell’ultimo numero della rivista Riders, dal titolo “Max Biaggi: l’accusato risponde”.
Allora, sia chiaro: io non nutro nessun tipo di rancore nei confronti del sopracitato pilota, nonostante sia da sempre conosciuto come l’eterno rivale di Valentino Rossi, il mio unico dio.
Che poi, diciamocela tutta: eterno rivale ‘sta cippa di cazzo, perchè se vogliamo parlare di numeri, Max Biaggi non avrebbe potuto anelare nemmeno al titolo di Inseguitore Dell’Ombra Di Valentino Rossi… Ma lasciamo stare questi discorsi, perchè non voglio essere tacciata di mancanza di obiettività nel problema che voglio affrontare. Questa volta, infatti, voglio farmi promotrice di un’analisi il più possibile imparziale, prendendo in considerazione i dati forniti da Biaggi stesso per confutarli in modo del tutto neutrale, come farebbe un bravo ed informato giornalista sportivo.
Dunque:

– Alla domanda «Perchè stai sul cazzo a tutti?» Biaggi risponde «Perchè non faccio parte di quella famiglia allargata di piloti che hanno cominciato da zero con le minimoto fin da quando erano bambini. Io ho cominciato a 19 anni e dopo tre ero già campione del mondo: sono arrivato dal niente e ho vinto senza amici che contano. Contro di me si è scatenato un odio di fondo che blablabla».
Capito? Sono tutti invidiosi del suo innato talento, che lo ha portato a vincere quattro volte il mondiale 250, quando un pilota normale con un po’ di cervello, dopo averne vinti al massimo due nella suddetta categoria, passa senza indugi a quella superiore, quella che allora era la 500 e adesso è la MotoGp, la sfida massima per un motociclista che si rispetti.
Qualcuno più maligno di me (io non mi azzerderei mai) potrebbe pensare che abbia continuato a correre in 250 per accumulare campionati del mondo in una classe in cui ormai era sicuro di vincere, in modo che, se in quella superiore avesse fatto schifo, avrebbe comunque potuto dire (come del resto continua a fare insieme ai suoi tifosi) “Intanto io ho vinto quattro mondiali”, ma noi siamo obbiettivi e imparziali e quindi queste ipotesi non ci sfiorano minimamente.

– Alla domanda «Molti dicono che la tua rivalità con Valentino risale a quando blablabla, e la tesi era che non sopportavi il suo successo mediatico perchè fino a quel momento la star italiana eri sempre stato tu…» lui risponde «No, è sempre stato lui a provocarmi per primo, e poi dovrebbe ringraziarmi perchè io gli ho preparato la strada: prima di me il mondiale lo trasmettevano solo su Tele+, lui ha sfruttato quello che ho creato io per farsi pubblicità».
Io penso che a questo punto tutto il mondo delle corse, e non solo Rossi, dovrebbe essere grato a Max Biaggi per quanto ha fatto. Senza di lui ora probabilmente i concessionari di moto venderebbero solo l’Ape Cross e il Fifty.
E poi è ovvio che la colpa delle polemiche tra i due sia da attribuire al suo rivale, del resto è lui che si fa un milione di nemici in qualunque categoria gareggi, mentre invece il povero Max, accusato ingiustamente, ha una reputazione candida come la neve ed è sempre stato amico di tutti. Ma non dimentichiamoci che Valentino è uno di quelli che si sono sorbiti tutta la trafila, dalle minimoto in su, e di mondiali in 250 ne ha vinto solo uno: sicuramente lo provocava perchè era invidioso.

– Alla domanda «Valentino ha speso parole di stima per la SBK…» lui risponde «Fa bene, perchè qui non c’è il glamour della MotoGp: la gara è gara per davvero, mentre il gp è una gara di numeri su quanto guadagni a giro e quanto perdi, non di moto. La SBK dà più soddisfazioni, è più divertente».
Mi fa sempre piacere leggere stronz… ehm, dichiarazioni di questo tipo, perchè si parla di un argomento di cui ne so qualcosa: ho seguito la Superbike ben prima di addentrarmi nel magico mondo del Motomondiale, per molti anni, e all’inizio anche io ero convinta di quanto detto sopra da  Max Biaggi, proprio perché la guardavano in pochi ed era una categoria più di nicchia. Checché ne dicano quelli che ora si sentono unsaccofighi nel seguire la SBK per questo motivo, però, la suddetta categoria negli ultimi anni ha cominciato ad avere una notevole risonanza mediatica proprio grazie al fatto che molti ex del Motomondiale come Biaggi sono naufragati lì a causa del loro stato avanzato di decomposizione (o, se vogliamo dirla in altre parole, per “eccesso di esperienza”); infatti, col tempo mi sono resa conto anche io che la SBK rispetto al Motomondiale è effettivamente una categoria inferiore, proprio perchè moltissimi campioni di Superbike sono reduci della classe regina, o addirittura piloti che non potrebbero aspirare a farne parte nemmeno con un team satellite, e che cercano di vincere il titolo a forza di “sportellate”, come si dice in gergo motociclistico; guidano moto che non sono prototipi, ma derivate dalla serie, ossia più vicine a quelle che tutti possono comprare nei concessionari salvati dal prezioso contributo di Max Biaggi. Insomma, dire che la SBK è meglio del Gp, oltre ad essere un discorso idiota che Bonami e Mastrantonio definirebbero “irrazionalpopolare”, sarebbe come dire che la merda è più buona della cioccolata.
Però, nel caso di Biaggi e dei suoi, penso che il solito osservatore smaliziato (non io, per carità) sarebbe più propenso a chiamare in causa il fattore “la volpe e l’uva”… “Ma vuoi mettere quant’è più fico guadagnare un sacco di meno e non essere più considerato una superstar??”… Eh, ragazzi, questi sì che sono discorsi.

– Infine, alla domanda «blablabla Marco Melandri?» lui risponde «Ah, Melandri! Mi ricordo che una volta in Australia è venuto a dirmi mezzo ubriaco che lui pensava che ero io il migliore, ma che gli dicevano che non doveva tifare per me. Capito in che situazione mi trovavo? Nel suo entourage qualcuno gli diceva che non doveva essere un mio sostenitore…».
Siamo al complotto internazionale. Max era ignaro di questa situazione ma, come si dice, in vino veritas: Melandri quella volta si è lasciato andare ad un joyceiano flusso di coscienza dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, ed ha confessato involontariamente al suo campione del cuore la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità…
Inoltre, come mi fa giustamente notare Mauro, nel caso (molto probabile) in cui Melandri dovesse smentire questa dichiarazione, lui potrebbe dire “Certo, non ti ricordi perchè eri ubriaco!”.

Io vorrei solo dire una cosa a Max Biaggi: o Max Biaggi, ma vaffanculo.

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